RIFIUTI TOSSICI SEPOLTI NELLA SIBARITIDE

 

RIFIUTI TOSSICI SEPOLTI NELLA SIBARITIDE


Dopo dieci anni dell’inchiesta Jolly Rosso è arrivata anche l’inchiesta sui rifiuti tossici. L’ inchiesta della Jolly Rosso è stata tenuta dal giudice Fiordalisi fino al 1991 per poi essere archiviata e mandata in giro nella Calabria e gira quasi tutti i tribunali per poi ritornare di nuovo al tribunale di Paola dopo 14 anni e finire nelle mani del giudice Greco, lo stesso che oggi conduce quella sui rifiuti tossici.
Il principale imputato della vicenda è l’ex assessore regionale all’Ambiente Sergio Stancato; secondo l’accusa l’ex assessore si sarebbe accordato con le ditte trasportatrici di materiale tossico. Gli indagati e gli imputati di smaltimento di rifiuti tossici sarebbero 19.
Tra il 1995 e il 1998 avrebbero dovuto smaltire i rifiuti attraverso una serie di autorizzazioni ottenute dalla regione Calabria attraverso l’assessore Stancato; si parla di 35mila tonnellate di ferriti di zinco provenienti dalla Pertusola di Crotone. Ma questei ferriti non sono mai giunti all’impianto di smaltimento in Sardegna e sono stati sotterrati in alcuni terreni di Cassano Ionio e della Sibarite.
Il processo per tutti gli imputati è stato diviso in due tronconi; uno riguardante il reato di corruzione, l’altro per disastro ambientale. Dopo circa dieci anni 19 persone coinvolte per traffico illecito di rifiuti tossici ancora aspettano di essere giudicate, mentre la popolazione attende la verità su quanto avvenuto e soprattutto su chi deve pagare per i danni alla salute. Danni gravissimi, secondo l’accusa. Ciascun indagato avrebbe avuto un ruolo preciso. Alcuni avrebbero smaltito i residui tossici della “Pertusola” mediante la simulazione di operazioni di recupero e successivamente occultamente in siti agricoli di Cassano Ionio e di altre zone del territorio calabrese. Altri avrebbero costituito una società: la “ATMC SUD” con oggetto sociale il trattamento e la lavorazione di materiale inerte da casa e di rifiuti industriali. Successivamente avrebbero promosso la “ECO MEDITERRANEO”. Tutto ciò, secondo l’accusa, per ottenere con la prima azienda la commessa relativa allo smaltimento dei ferriti di zinco prodotti nella Pertulosa, e con la seconda il proseguimento dell’illecita attività intrapresa. In tutta questa vicenda personaggi della malavita locale avrebbero avuto il ruolo di intermediari con i funzionari della regione Calabria allo scopo di ottenere dall’assessore all’ambiente Sergio Stancato l’illecita attestazione che avrebbe consentito di derogare illegittimamente al D.M. 126/94, in relazione al recupero delle ferriti. Il capocantiere della “Atmc Sud” avrebbe ricevuto le sostanze tossico-nocive nell'impianto di Cerchiara di Calabria e curato il successivo trasferimento verso i siti d'interramento. Il procuratore della “Atmc Sud”, si sarebbe occupato di contattare i proprietari dei terreni agricoli disposti a ricevere i rifiuti tossici. Il dirigente del “Settore 36-Tutela dell'inquinamento” dell'assessorato all'Ambiente della Regione, avrebbe rilasciato un illecito atto con il quale si sarebbe consentito lo smaltimento dei rifiuti tossici.
Un'attestazione che avrebbe permesso ad alcuni degli indagati di ricevere le sostanze tossiche provvedendo, dopo averle miscelate con inerti, al trasporto ed all'interramento in siti agricoli di Cassano Ionio e di altri centri non individuati. L’amministratore unico della “Imichimica”, che era una ditta appaltatrice di “Pertusola Sud”, si sarebbe attivato per l'affidamento del recupero delle ferriti alla “Atmc Sud”, consapevole sia che quest'ultima fosse sprovvista di struttura operativa idonea al perseguimento dello scopo sociale, e sia che i rifiuti sarebbero stati in realtà illecitamente smaltiti, anzichè venire recuperati. Personaggi residenti in Cassano avrebbero, invece, nel '95, individuato terreni agricoli ed impartito direttive agli autotrasportatori durante lo scarico e l'occultamento di ingenti quantità dei pericolosi residui, impiegati per il riempimento di una scarpata. Infine si sarebbe effettuato il trasporto di materiale tossico-nocivo dalla “Atmc Sud” a terreni agricoli di Cassano, mettendo, pure, a disposizione della “Eco Mediterraneo” l’ impianto di miscelazione.
E cosa c’è di vero sulle misteriose morti avvenute nella sibaritide? Si parla di un camionista di una ditta di Cassano che aveva partecipato all’affare dell’occultamento che improvvisamente nei mesi scorsi è deceduto per tumore. Cose che gli avvocati di parte civile, l’avvocato Francesco Martorelli par il Comune di Cassano e l’avvocato Rodolfo Ambrosio per la Legambiente stanno raccogliendo in voluminosi dossier che forse nessuno leggerà.
Una ricerca dell'Università di Bari ha evidenziato che questi rifiuti tossici sono anche nocivi perché radioattivi. L’inchiesta si aprì quando la Guardia di Finanza, nel 1995, scoprì sotterrati in alcuni terreni di Cassano bidoni pieni di liquidi tossici provenienti dalla Pertusola di Crotone. Da quei primi ritrovamenti si arrivò all’assessore all’ambiente Sergio Stancato che venne arrestato. Un traffico che produceva diverse centinaia di milioni e che vedeva coinvolti funzionari, politici e ditte compiacenti della Regione Calabria.

a cura di
GIANLUCA F. II B  e IDA S. III C