L’ULTIMA PERLA
L’ULTIMA PERLA
Giorno di gioia e solennità nella bellissima villa. I padroni avevano invitato parenti e amici per festeggiare la nascita dell’erede. L’atmosfera era piena di allegria ed i genitori erano felici. La cameretta dove riposava il neonato era avvolta nella penombra e tanto era il silenzio che perfino la balia s’era addormentata. Sopra il letto dove riposava il bambino, in braccio alla mamma, c’era lo spirito della casa che stava a guardia ed inoltre una rete di stelle scintillanti. Ciascuna delle stelle era una perla di felicità ed ognuna delle fate buone intervenute aveva portato il dono al neonato: la perla della salute, quella della gioia, della ricchezza, dell’amore. − « Ringraziando tutti, al piccolo non manca nulla. − disse lo spirito della casa. Improvvisamente una voce vicina (era quella dell’angelo custode del bambino) esclamò: − « No! Una fata non ha portato ancora il suo dono, ma senz’altro lo porterà, anche se in ritardo, perché manca l’ultima perla. −
− « Qui non deve mancare nulla! Andiamo a cercare quella fata! −
− No! No! Essa verrà certamente. La sua perla non manca mai per completare la corona. −
− Ma dove abita? Digli che andrò io a prendere la perla mancante! −
Allora il buon angelo continuò: − Va bene. Ti porterò da lei; non ha una dimora fissa; va da un castello di ricchi alla più misera capanna; porta a tutti, nessuno escluso, il suo dono come ricordo, che può essere una cosa grande e meravigliosa, come un misero giocattolo. Ma non temere, prima o poi verrà anche qui. Però se vuoi, possiamo noi andare a prendere la perla mancante. −
Ed insieme si avviarono verso il luogo dove credevano di trovare la fata. Dopo non molto lo rinvennero: era una strana casa con corridoi oscuri, stanze vuote ed un grande silenzio regnava intorno. Giunsero in una grande camera, in mezzo alla quale c’era una bara scoperta dove giaceva, morta, una giovane donna. Accanto c’erano il marito ed i figli che davano l’addio all’amata moglie e mamma. Erano tutti in lacrime. C’era molto silenzio, che racchiudeva tanto dolore. Dopo un po’, tutti si allontanarono, mentre gli addetti chiudevano la bara. Alla fine, lo spirito della casa fortunata chiese al buon angelo: − Dove mi porti? Qui non ci sono fate che abbiano perle da distribuire tra i migliori doni della vita. −
− Si! − rispose il buon angelo − la fata è qui! Guarda: quello è il vano della finestra dove stava la donna quando era viva, accanto al suo tavolo di lavoro, sorridente al marito ed ai figli: era il raggio di sole, tutto il sostegno dei suoi cari. Ora al suo posto c’è la fata del dolore, signora della casa. Osserva bene; lo vedi? la lacrima che le cade in grembo si trasforma in una splendente perla. −
Il buon angelo attese un attimo, quindi riprese:
− « Questa è l’ ultima perla che manca alla corona e che mette in valore la purezza e lo splendore delle altre perle; ha i colori dell’ arcobaleno che congiunge la terra al cielo. Per ciascuno dei nostri cari che muore, in cielo abbiamo un amico verso cui si alzano i nostri desideri. Osserva bene questa ultima perla: in essa sono ripiegate le ali che ci faranno uscire da qui, le stesse ali che ci porteranno in alto, lassù in cielo. −
Dopo qualche giorno la fata arrivò alla casa del neonato e portò il suo dono: l’ultima perla.
Chiara A. - Martina F. I A
