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	<title type="text">Istituto Comprensivo Statale Lauropoli - Secondaria I°Grado</title>
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		<name>Istituto Comprensivo Statale Lauropoli</name>
		<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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		<title>L’ULTIMA PERLA</title>
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			<name>Super User</name>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 20pt; font-weight: bold; color: #003366;&quot;&gt; G&lt;/span&gt;iorno di gioia e solennità nella bellissima villa. I padroni avevano invitato parenti e amici per festeggiare la nascita dell’erede. L’atmosfera era piena di allegria ed i genitori erano felici. La cameretta dove riposava il neonato era avvolta nella penombra e tanto era il silenzio che perfino la balia s’era addormentata. Sopra il letto dove riposava il bambino, in braccio alla mamma, c’era lo spirito della casa che stava a guardia ed inoltre una rete di stelle scintillanti. Ciascuna delle stelle era una perla di felicità ed ognuna delle fate buone intervenute aveva portato il dono al neonato: la perla della salute, quella della gioia, della ricchezza, dell’amore. − « Ringraziando tutti, al piccolo non manca nulla. − disse lo spirito della casa. Improvvisamente una voce vicina (era quella dell’angelo custode del bambino) esclamò: − « No! Una fata non ha portato ancora il suo dono, ma senz’altro lo porterà, anche se in ritardo, perché manca l’ultima perla. − &lt;br /&gt; − « Qui non deve mancare nulla! Andiamo a cercare quella fata! −&lt;br /&gt; − No! No! Essa verrà certamente. La sua perla non manca mai per completare la corona. −&lt;br /&gt; − Ma dove abita? Digli che andrò io a prendere la perla mancante! − &lt;br /&gt; Allora il buon angelo continuò: − Va bene. Ti porterò da lei; non ha una dimora fissa; va da un castello di ricchi alla più misera capanna; porta a tutti, nessuno escluso, il suo dono come ricordo, che può essere una cosa grande e meravigliosa, come un misero giocattolo. Ma non temere, prima o poi verrà anche qui. Però se vuoi, possiamo noi andare a prendere la perla mancante. − &lt;br /&gt; Ed insieme si avviarono verso il luogo dove credevano di trovare la fata. Dopo non molto lo rinvennero: era una strana casa con corridoi oscuri, stanze vuote ed un grande silenzio regnava intorno. Giunsero in una grande camera, in mezzo alla quale c’era una bara scoperta dove giaceva, morta, una giovane donna. Accanto c’erano il marito ed i figli che davano l’addio all’amata moglie e mamma. Erano tutti in lacrime. C’era molto silenzio, che racchiudeva tanto dolore. Dopo un po’, tutti si allontanarono, mentre gli addetti chiudevano la bara. Alla fine, lo spirito della casa fortunata chiese al buon angelo: − Dove mi porti? Qui non ci sono fate che abbiano perle da distribuire tra i migliori doni della vita. −&lt;br /&gt; − Si! − rispose il buon angelo − la fata è qui! Guarda: quello è il vano della finestra dove stava la donna quando era viva, accanto al suo tavolo di lavoro, sorridente al marito ed ai figli: era il raggio di sole, tutto il sostegno dei suoi cari. Ora al suo posto c’è la fata del dolore, signora della casa. Osserva bene; lo vedi? la lacrima che le cade in grembo si trasforma in una splendente perla. −&lt;br /&gt; Il buon angelo attese un attimo, quindi riprese:&lt;br /&gt; − « Questa è l’ ultima perla che manca alla corona e che mette in valore la purezza e lo splendore delle altre perle; ha i colori dell’ arcobaleno che congiunge la terra al cielo. Per ciascuno dei nostri cari che muore, in cielo abbiamo un amico verso cui si alzano i nostri desideri. Osserva bene questa ultima perla: in essa sono ripiegate le ali che ci faranno uscire da qui, le stesse ali che ci porteranno in alto, lassù in cielo. −&lt;br /&gt; Dopo qualche giorno la fata arrivò alla casa del neonato e portò il suo dono: l’ultima perla.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;Chiara A.&amp;nbsp; - Martina F. I A &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt; L’ULTIMA PERLA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;Chiara A.&amp;nbsp; - Martina F. I A &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Frank Costello - Da Lauropoli alla conquista dell’America</title>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/frank_costello.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;166&quot; height=&quot;251&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Francesco Castiglia, figlio di Luigi e Maria Saveria Aloise, nacque a Lauropoli il 26 Gennaio del 1891. Il padre di Francesco dopo il servizio militare era tornato a fare il contadino, ma non riusciva a mantenere la famiglia che era composta di otto persone, quattro sorelle, un fratello e i genitori. &lt;br /&gt; Quel piccolo paesino della Calabria, era in una zona poverissima dove gli abitanti vivevano in grande miseria; ma si diceva che al di là dell’Atlantico si trovava una grande terra fertile e verde, che accoglieva tutti gli immigrati. Fu così che nel 1895 Luigi Castiglia si imbarcò per l’America, portando con sé le figlie e il figlio maggiore, lasciando a casa Francesco e la madre. Un giorno arrivò una lettera dove Luigi scriveva alla moglie: “vendi tutto, se occorre anche i lenzuoli, e vieni in America”. Il 3 Agosto del 1896 Francesco insieme alla madre andarono a Napoli per imbarcarsi e qui successe un fatto curioso. Il piccolo, prima di salire sulla nave si sporcò con acqua lurida, buttata per caso da alcuni marinai, Francesco si mise a piangere anche perché si era macchiato il bellissimo vestitino alla marinara, ma la madre per consolarlo gli disse che era un segno positivo, di buon augurio, ciò significava che il figlio avrebbe fatto molta fortuna in America.&lt;br /&gt; Arrivarono a New York e si stabilirono in una via abitata da italiani e irlandesi e come si suol dire si dividevano la strada, ovvero si lottava per la sopravvivenza. Durante l’infanzia Francesco fece amicizia con due ragazzi siciliani Lucky Luciano e Carlo Giodi e questi lo cominciarono a chiamare Frank, fu così che cambiò il suo nome di battesimo. &lt;br /&gt; Loro tre erano molto amici e facevano qualsiasi cosa insieme. Come tutte le strade abitate da italiani c’erano dei padroni per ogni palazzotto e in quello di Frank vi era una donna. All’età di quattordici anni aveva la gamba che gli faceva molto male e la mamma lo aveva mandato in una piccola fattoria di Astoria, qui si arrampicò su un ramo alto e cadette; il dottore lo fasciò strettamente dalla caviglia alla coscia e gli disse di non muoversi. Quando era a letto pensava la mamma che non poteva pagare l’affitto perchè il padre era stato derubato dagli irlandesi e la padrona voleva i soldi altrimenti li avrebbe gettati in mezzo alla strada. &lt;br /&gt; Frank era molto afflitto e rifletteva su quella signora che si alzava presto la mattina per lavare le scale e i gabinetti e sapeva che portava tutto il suo denaro nel reggiseno perché non si fidava delle banche. Frank aspettò che giunse la notte fonda, poi si alzò e uscì zoppicando. Se ne andò per le strade deserte, giunse alla casa della signora mezz’ora dopo era nascosto nella cantina del caseggiato, con un fazzoletto nero legato attraverso la faccia, udì i passi della padrona di casa che scendeva per le scale. Attese dietro la porta della cantina, e quando la padrona si avvicinò aprì piano piano e vide che lei stava guardando dall’altra parte, con una mano le chiuse il collo come una morsa, e con l’altra afferrò i soldi nascosti nel reggiseno, fuggì zoppicando e arrivò a casa sua e si infilò nel letto. &lt;br /&gt; La donna lo aveva riconosciuto dalla camminata zoppicante lo denunciò ma la polizia indagando per molto tempo, il bambino risultò quella notte invalido a casa della zia a dormire, per Frank fu il suo primo colpo ma non seppe che ne aspettavano tanti altri. &lt;br /&gt; Col passare del tempo conobbero altri due ragazzi ebrei Benjamin Siengel “Bugsy” e Meyer Lansky, in quella strada comandavano due boss Don Massaria e Don Faranzano. Lucky Luciano, il suo amico, si voleva vendicare con tutti e due per dei motivi personali. Don Massaria un giorno fece ammazzare il migliore amico di Frank e Lucky,Carlo Giodi e con Don Faranzano che minacciava e trattava male la madre e il padre di Lucky. &lt;br /&gt; Formarono una ganghe, due italiani e due ebrei; a Frank piaceva trafficare ed era lui a corrompere i poliziotti; a Bugsy gli piaceva la violenza ed era il baraccio della ganghe e infine Lucky e Meyer erano i cervelli, cominciarono e poi lentamente crescevano. Tony Renni, un carissimo amico di Bugsy gli fece conoscere un ebreo di nome Arnold Rothstein, trafficante di liquori. Nel giro di pochi giorni la ganghe entrò negli affari e divennero molto ricchi. &lt;br /&gt; Sia Don Massaria che Don Faranzano li volevano conoscere; andarono da Don Faranzano Lucky e Mayer, gli chiese di allearsi con lui e non con Don Massaria, gli offrì il 15% di tutti i guadagni, Lucky gli disse che dovevano pensarci e si dovevano consultare con Frank e Bugsy. Si consultarono e decisero di vedere cosa diceva Don Massaria. Lucky rappresentò la ganghe e andò a parlare con Don Masseria. Don Massaria gli chiese di allearsi con lui e Lucky accettò e gli disse: “Entrerò nella tua famiglia, ma non oggi!”. Ila gang si alleò con Don Massaria e lo fecero fuori, associandosi Don Faranzano che fece la stessa fine. A quel Punto erano loro i capi. Lucky Luciano il braccio e Frank che a quel punto aveva trasformato il cognome in Costello era la mente.&lt;br /&gt; Furono molto soddisfatti, per cui fecero una riunione in cui tutti i capi famiglia della mafia di New York erano presenti, formarono una commissione, tutti i capi famiglie erano Boss e per ogni decisione dovettero votare tutti insieme, però avevano bisogno di un capo commissione, e tutti erano d’accordo di eleggere Lucky. &lt;br /&gt; Lucky Luciano fece regnare la pace tra la criminalità organizzata per 15 anni. Morì d’infarto a 65 anni. Frank Costello, dopo l’uscita di scena di Luciano divenne il Capo dei Capi, il Primo ministro della malavita organizzata, in tutta la sua vita ha fatto circa tre anni di galera ma probabilmente non uccise mai una persona e per questo rimase ai vertici della mafia per 30 anni dopo essere scampato ad un attentato, ottenne dalla commissione il permesso di ritirarsi.&lt;br /&gt; Fu un Boss particolare, elegante, conduceva una vita ad alti livelli, conosceva persone importantissime, determinava affari, scelte giudiziarie e politiche, Lui consigliava di corrompere la polizia e i giudici, non di ammazzarli, perchè con metodi non violenti si potevano raggiungere gli stessi risultati. &lt;br /&gt; Costello morì in un letto d’ospedale il 21 febbraio del 1973. La notizia arrivò anche nella sua Lauropoli, pochi lo avevano conosciuto, molti ne avevano sentito parlare, qualcuno disse che anche lui, nel bene e nel male, aveva fatto l’America.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Isaia F. e&amp;nbsp; Lorenzo A.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
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Un giorno arrivò una lettera dove Luigi scriveva alla moglie: “vendi tutto, se occorre anche i lenzuoli, e vieni in America”. Il 3 Agosto del 1896 Francesco insieme alla madre andarono a Napoli per imbarcarsi e qui successe un fatto curioso. Il piccolo, prima di salire sulla nave si sporcò con acqua lurida, buttata per caso da alcuni marinai, Francesco si mise a piangere anche perché si era macchiato il bellissimo vestitino alla marinara, ma la madre per consolarlo gli disse che era un segno positivo, di buon augurio, ciò significava che il figlio avrebbe fatto molta fortuna in America.&lt;br /&gt; Arrivarono a New York e si stabilirono in una via abitata da italiani e irlandesi e come si suol dire si dividevano la strada, ovvero si lottava per la sopravvivenza. Durante l’infanzia Francesco fece amicizia con due ragazzi siciliani Lucky Luciano e Carlo Giodi e questi lo cominciarono a chiamare Frank, fu così che cambiò il suo nome di battesimo. &lt;br /&gt; Loro tre erano molto amici e facevano qualsiasi cosa insieme. Come tutte le strade abitate da italiani c’erano dei padroni per ogni palazzotto e in quello di Frank vi era una donna. All’età di quattordici anni aveva la gamba che gli faceva molto male e la mamma lo aveva mandato in una piccola fattoria di Astoria, qui si arrampicò su un ramo alto e cadette; il dottore lo fasciò strettamente dalla caviglia alla coscia e gli disse di non muoversi. Quando era a letto pensava la mamma che non poteva pagare l’affitto perchè il padre era stato derubato dagli irlandesi e la padrona voleva i soldi altrimenti li avrebbe gettati in mezzo alla strada. &lt;br /&gt; Frank era molto afflitto e rifletteva su quella signora che si alzava presto la mattina per lavare le scale e i gabinetti e sapeva che portava tutto il suo denaro nel reggiseno perché non si fidava delle banche. Frank aspettò che giunse la notte fonda, poi si alzò e uscì zoppicando. Se ne andò per le strade deserte, giunse alla casa della signora mezz’ora dopo era nascosto nella cantina del caseggiato, con un fazzoletto nero legato attraverso la faccia, udì i passi della padrona di casa che scendeva per le scale. Attese dietro la porta della cantina, e quando la padrona si avvicinò aprì piano piano e vide che lei stava guardando dall’altra parte, con una mano le chiuse il collo come una morsa, e con l’altra afferrò i soldi nascosti nel reggiseno, fuggì zoppicando e arrivò a casa sua e si infilò nel letto. &lt;br /&gt; La donna lo aveva riconosciuto dalla camminata zoppicante lo denunciò ma la polizia indagando per molto tempo, il bambino risultò quella notte invalido a casa della zia a dormire, per Frank fu il suo primo colpo ma non seppe che ne aspettavano tanti altri. &lt;br /&gt; Col passare del tempo conobbero altri due ragazzi ebrei Benjamin Siengel “Bugsy” e Meyer Lansky, in quella strada comandavano due boss Don Massaria e Don Faranzano. Lucky Luciano, il suo amico, si voleva vendicare con tutti e due per dei motivi personali. Don Massaria un giorno fece ammazzare il migliore amico di Frank e Lucky,Carlo Giodi e con Don Faranzano che minacciava e trattava male la madre e il padre di Lucky. &lt;br /&gt; Formarono una ganghe, due italiani e due ebrei; a Frank piaceva trafficare ed era lui a corrompere i poliziotti; a Bugsy gli piaceva la violenza ed era il baraccio della ganghe e infine Lucky e Meyer erano i cervelli, cominciarono e poi lentamente crescevano. Tony Renni, un carissimo amico di Bugsy gli fece conoscere un ebreo di nome Arnold Rothstein, trafficante di liquori. Nel giro di pochi giorni la ganghe entrò negli affari e divennero molto ricchi. &lt;br /&gt; Sia Don Massaria che Don Faranzano li volevano conoscere; andarono da Don Faranzano Lucky e Mayer, gli chiese di allearsi con lui e non con Don Massaria, gli offrì il 15% di tutti i guadagni, Lucky gli disse che dovevano pensarci e si dovevano consultare con Frank e Bugsy. Si consultarono e decisero di vedere cosa diceva Don Massaria. Lucky rappresentò la ganghe e andò a parlare con Don Masseria. Don Massaria gli chiese di allearsi con lui e Lucky accettò e gli disse: “Entrerò nella tua famiglia, ma non oggi!”. Ila gang si alleò con Don Massaria e lo fecero fuori, associandosi Don Faranzano che fece la stessa fine. A quel Punto erano loro i capi. Lucky Luciano il braccio e Frank che a quel punto aveva trasformato il cognome in Costello era la mente.&lt;br /&gt; Furono molto soddisfatti, per cui fecero una riunione in cui tutti i capi famiglia della mafia di New York erano presenti, formarono una commissione, tutti i capi famiglie erano Boss e per ogni decisione dovettero votare tutti insieme, però avevano bisogno di un capo commissione, e tutti erano d’accordo di eleggere Lucky. &lt;br /&gt; Lucky Luciano fece regnare la pace tra la criminalità organizzata per 15 anni. Morì d’infarto a 65 anni. Frank Costello, dopo l’uscita di scena di Luciano divenne il Capo dei Capi, il Primo ministro della malavita organizzata, in tutta la sua vita ha fatto circa tre anni di galera ma probabilmente non uccise mai una persona e per questo rimase ai vertici della mafia per 30 anni dopo essere scampato ad un attentato, ottenne dalla commissione il permesso di ritirarsi.&lt;br /&gt; Fu un Boss particolare, elegante, conduceva una vita ad alti livelli, conosceva persone importantissime, determinava affari, scelte giudiziarie e politiche, Lui consigliava di corrompere la polizia e i giudici, non di ammazzarli, perchè con metodi non violenti si potevano raggiungere gli stessi risultati. &lt;br /&gt; Costello morì in un letto d’ospedale il 21 febbraio del 1973. La notizia arrivò anche nella sua Lauropoli, pochi lo avevano conosciuto, molti ne avevano sentito parlare, qualcuno disse che anche lui, nel bene e nel male, aveva fatto l’America.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Isaia F. e&amp;nbsp; Lorenzo A.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Scuola Secondaria I°Grado" />
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		<title>PADRE FEDELE, COLPEVOLE SI’ O NO?</title>
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			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/dionesalvi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;160&quot; height=&quot;178&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; PADRE FEDELE, COLPEVOLE SI’ O NO?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Intervista al prof. Dionesalvi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;1.&amp;nbsp; Dove e quando è nato padre Fedele?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Padre Fedele è nato a Dipignano (CS), 69 anni fa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;2.&amp;nbsp; Quando è diventato frate?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; E’ diventato frate giovanissimo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;3.&amp;nbsp; Sappiamo che ha fondato molti edifici per aiutare persone anche&lt;br /&gt; fuori dall’Italia. In cosa consistono?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Si tratta di centri d’accoglienza e strutture di solidarietà dove trovano &lt;br /&gt; ospitalità persone disagiate. Questi centri si trovano a Cosenza e in Africa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;4.&amp;nbsp; Da quanti anni fa il frate a Cosenza?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Da almeno quaranta anni, forse da cinquanta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;5.&amp;nbsp; Precisamente dove si trova quest’oasi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Si trova nei pressi del ponte di Mancini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;6.&amp;nbsp; Sappiamo che secondo chi lo accusava, avrebbe violentato una suora che fa parte della sua oasi. E’ vero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; La difesa non è d’accordo con queste accuse e ritiene che le testimonianze&lt;br /&gt; siano state raccolte in modo artificioso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;7.&amp;nbsp; Se non è vero questa vicenda, allora perché lo hanno incolpato di questi crimini?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Pare che qualcuno abbia interesse ad impossessarsi della struttura che egli ha Fondato, l’Oasi francescana. Inoltre in tanti anni d’attività padre Fedele si è procurato molti nemici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;8.&amp;nbsp; Per quanto tempo è stato carcerato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Per una settimana in carcere, poi agli arresti domiciliari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;9.&amp;nbsp; E’ colpevole sì o no? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; No. Prima di credere a quanto sostengono i mezzi di comunicazione di massa, sono&lt;br /&gt; abituato a svolgere una mia inchiesta personale e dagli elementi che ho raccolto,&lt;br /&gt; posso affermare con una discreta sicurezza che padre Fedele e il suo collaboratore Antonello non sono colpevoli dei reati che sono a loro contestati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;10.&amp;nbsp; E’ giusto che sia incolpato di questi crimini?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Io credo che nessuna persona dovrebbe essere messa in carcere senza&lt;br /&gt; un regolare processo. Nei confronti di padre Fedele non è stato ancora celebrato.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;Francesco N. II C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
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&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;1.&amp;nbsp; Dove e quando è nato padre Fedele?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Padre Fedele è nato a Dipignano (CS), 69 anni fa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;2.&amp;nbsp; Quando è diventato frate?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; E’ diventato frate giovanissimo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;3.&amp;nbsp; Sappiamo che ha fondato molti edifici per aiutare persone anche&lt;br /&gt; fuori dall’Italia. In cosa consistono?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Si tratta di centri d’accoglienza e strutture di solidarietà dove trovano &lt;br /&gt; ospitalità persone disagiate. Questi centri si trovano a Cosenza e in Africa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;4.&amp;nbsp; Da quanti anni fa il frate a Cosenza?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Da almeno quaranta anni, forse da cinquanta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;5.&amp;nbsp; Precisamente dove si trova quest’oasi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Si trova nei pressi del ponte di Mancini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;6.&amp;nbsp; Sappiamo che secondo chi lo accusava, avrebbe violentato una suora che fa parte della sua oasi. E’ vero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; La difesa non è d’accordo con queste accuse e ritiene che le testimonianze&lt;br /&gt; siano state raccolte in modo artificioso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;7.&amp;nbsp; Se non è vero questa vicenda, allora perché lo hanno incolpato di questi crimini?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Pare che qualcuno abbia interesse ad impossessarsi della struttura che egli ha Fondato, l’Oasi francescana. Inoltre in tanti anni d’attività padre Fedele si è procurato molti nemici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;8.&amp;nbsp; Per quanto tempo è stato carcerato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Per una settimana in carcere, poi agli arresti domiciliari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;9.&amp;nbsp; E’ colpevole sì o no? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; No. Prima di credere a quanto sostengono i mezzi di comunicazione di massa, sono&lt;br /&gt; abituato a svolgere una mia inchiesta personale e dagli elementi che ho raccolto,&lt;br /&gt; posso affermare con una discreta sicurezza che padre Fedele e il suo collaboratore Antonello non sono colpevoli dei reati che sono a loro contestati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;10.&amp;nbsp; E’ giusto che sia incolpato di questi crimini?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Io credo che nessuna persona dovrebbe essere messa in carcere senza&lt;br /&gt; un regolare processo. Nei confronti di padre Fedele non è stato ancora celebrato.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;Francesco N. II C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Scuola Secondaria I°Grado" />
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		<title>RIFIUTI TOSSICI SEPOLTI NELLA SIBARITIDE</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
		<updated>2014-09-09T18:43:40+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Super User</name>
			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt;&lt;strong&gt; RIFIUTI TOSSICI SEPOLTI NELLA SIBARITIDE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/rifiuti_tossici.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;160&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Dopo dieci anni dell’inchiesta Jolly Rosso è arrivata anche l’inchiesta sui rifiuti tossici. L’ inchiesta della Jolly Rosso è stata tenuta dal giudice Fiordalisi fino al 1991 per poi essere archiviata e mandata in giro nella Calabria e gira quasi tutti i tribunali per poi ritornare di nuovo al tribunale di Paola dopo 14 anni e finire nelle mani del giudice Greco, lo stesso che oggi conduce quella sui rifiuti tossici. &lt;br /&gt; Il principale imputato della vicenda è l’ex assessore regionale all’Ambiente Sergio Stancato; secondo l’accusa l’ex assessore si sarebbe accordato con le ditte trasportatrici di materiale tossico. Gli indagati e gli imputati di smaltimento di rifiuti tossici sarebbero 19. &lt;br /&gt; Tra il 1995 e il 1998 avrebbero dovuto smaltire i rifiuti attraverso una serie di autorizzazioni ottenute dalla regione Calabria attraverso l’assessore Stancato; si parla di 35mila tonnellate di ferriti di zinco provenienti dalla Pertusola di Crotone. Ma questei ferriti non sono mai giunti all’impianto di smaltimento in Sardegna e sono stati sotterrati in alcuni terreni di Cassano Ionio e della Sibarite. &lt;br /&gt; Il processo per tutti gli imputati è stato diviso in due tronconi; uno riguardante il reato di corruzione, l’altro per disastro ambientale. Dopo circa dieci anni 19 persone coinvolte per traffico illecito di rifiuti tossici ancora aspettano di essere giudicate, mentre la popolazione attende la verità su quanto avvenuto e soprattutto su chi deve pagare per i danni alla salute. Danni gravissimi, secondo l’accusa. Ciascun indagato avrebbe avuto un ruolo preciso. Alcuni avrebbero smaltito i residui tossici della “Pertusola” mediante la simulazione di operazioni di recupero e successivamente occultamente in siti agricoli di Cassano Ionio e di altre zone del territorio calabrese. Altri avrebbero costituito una società: la “ATMC SUD” con oggetto sociale il trattamento e la lavorazione di materiale inerte da casa e di rifiuti industriali. Successivamente avrebbero promosso la “ECO MEDITERRANEO”. Tutto ciò, secondo l’accusa, per ottenere con la prima azienda la commessa relativa allo smaltimento dei ferriti di zinco prodotti nella Pertulosa, e con la seconda il proseguimento dell’illecita attività intrapresa. In tutta questa vicenda personaggi della malavita locale avrebbero avuto il ruolo di intermediari con i funzionari della regione Calabria allo scopo di ottenere dall’assessore all’ambiente Sergio Stancato l’illecita attestazione che avrebbe consentito di derogare illegittimamente al D.M. 126/94, in relazione al recupero delle ferriti. Il capocantiere della “Atmc Sud” avrebbe ricevuto le sostanze tossico-nocive nell'impianto di Cerchiara di Calabria e curato il successivo trasferimento verso i siti d'interramento. Il procuratore della “Atmc Sud”, si sarebbe occupato di contattare i proprietari dei terreni agricoli disposti a ricevere i rifiuti tossici. Il dirigente del “Settore 36-Tutela dell'inquinamento” dell'assessorato all'Ambiente della Regione, avrebbe rilasciato un illecito atto con il quale si sarebbe consentito lo smaltimento dei rifiuti tossici.&lt;br /&gt; Un'attestazione che avrebbe permesso ad alcuni degli indagati di ricevere le sostanze tossiche provvedendo, dopo averle miscelate con inerti, al trasporto ed all'interramento in siti agricoli di Cassano Ionio e di altri centri non individuati. L’amministratore unico della “Imichimica”, che era una ditta appaltatrice di “Pertusola Sud”, si sarebbe attivato per l'affidamento del recupero delle ferriti alla “Atmc Sud”, consapevole sia che quest'ultima fosse sprovvista di struttura operativa idonea al perseguimento dello scopo sociale, e sia che i rifiuti sarebbero stati in realtà illecitamente smaltiti, anzichè venire recuperati. Personaggi residenti in Cassano avrebbero, invece, nel '95, individuato terreni agricoli ed impartito direttive agli autotrasportatori durante lo scarico e l'occultamento di ingenti quantità dei pericolosi residui, impiegati per il riempimento di una scarpata. Infine si sarebbe effettuato il trasporto di materiale tossico-nocivo dalla “Atmc Sud” a terreni agricoli di Cassano, mettendo, pure, a disposizione della “Eco Mediterraneo” l’ impianto di miscelazione. &lt;br /&gt; E cosa c’è di vero sulle misteriose morti avvenute nella sibaritide? Si parla di un camionista di una ditta di Cassano che aveva partecipato all’affare dell’occultamento che improvvisamente nei mesi scorsi è deceduto per tumore. Cose che gli avvocati di parte civile, l’avvocato Francesco Martorelli par il Comune di Cassano e l’avvocato Rodolfo Ambrosio per la Legambiente stanno raccogliendo in voluminosi dossier che forse nessuno leggerà.&lt;br /&gt; Una ricerca dell'Università di Bari ha evidenziato che questi rifiuti tossici sono anche nocivi perché radioattivi. L’inchiesta si aprì quando la Guardia di Finanza, nel 1995, scoprì sotterrati in alcuni terreni di Cassano bidoni pieni di liquidi tossici provenienti dalla Pertusola di Crotone. Da quei primi ritrovamenti si arrivò all’assessore all’ambiente Sergio Stancato che venne arrestato. Un traffico che produceva diverse centinaia di milioni e che vedeva coinvolti funzionari, politici e ditte compiacenti della Regione Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;a cura di&lt;br /&gt; GIANLUCA F. II B&amp;nbsp; e IDA S. III C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt;&lt;strong&gt; RIFIUTI TOSSICI SEPOLTI NELLA SIBARITIDE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/rifiuti_tossici.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;160&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Dopo dieci anni dell’inchiesta Jolly Rosso è arrivata anche l’inchiesta sui rifiuti tossici. L’ inchiesta della Jolly Rosso è stata tenuta dal giudice Fiordalisi fino al 1991 per poi essere archiviata e mandata in giro nella Calabria e gira quasi tutti i tribunali per poi ritornare di nuovo al tribunale di Paola dopo 14 anni e finire nelle mani del giudice Greco, lo stesso che oggi conduce quella sui rifiuti tossici. &lt;br /&gt; Il principale imputato della vicenda è l’ex assessore regionale all’Ambiente Sergio Stancato; secondo l’accusa l’ex assessore si sarebbe accordato con le ditte trasportatrici di materiale tossico. Gli indagati e gli imputati di smaltimento di rifiuti tossici sarebbero 19. &lt;br /&gt; Tra il 1995 e il 1998 avrebbero dovuto smaltire i rifiuti attraverso una serie di autorizzazioni ottenute dalla regione Calabria attraverso l’assessore Stancato; si parla di 35mila tonnellate di ferriti di zinco provenienti dalla Pertusola di Crotone. Ma questei ferriti non sono mai giunti all’impianto di smaltimento in Sardegna e sono stati sotterrati in alcuni terreni di Cassano Ionio e della Sibarite. &lt;br /&gt; Il processo per tutti gli imputati è stato diviso in due tronconi; uno riguardante il reato di corruzione, l’altro per disastro ambientale. Dopo circa dieci anni 19 persone coinvolte per traffico illecito di rifiuti tossici ancora aspettano di essere giudicate, mentre la popolazione attende la verità su quanto avvenuto e soprattutto su chi deve pagare per i danni alla salute. Danni gravissimi, secondo l’accusa. Ciascun indagato avrebbe avuto un ruolo preciso. Alcuni avrebbero smaltito i residui tossici della “Pertusola” mediante la simulazione di operazioni di recupero e successivamente occultamente in siti agricoli di Cassano Ionio e di altre zone del territorio calabrese. Altri avrebbero costituito una società: la “ATMC SUD” con oggetto sociale il trattamento e la lavorazione di materiale inerte da casa e di rifiuti industriali. Successivamente avrebbero promosso la “ECO MEDITERRANEO”. Tutto ciò, secondo l’accusa, per ottenere con la prima azienda la commessa relativa allo smaltimento dei ferriti di zinco prodotti nella Pertulosa, e con la seconda il proseguimento dell’illecita attività intrapresa. In tutta questa vicenda personaggi della malavita locale avrebbero avuto il ruolo di intermediari con i funzionari della regione Calabria allo scopo di ottenere dall’assessore all’ambiente Sergio Stancato l’illecita attestazione che avrebbe consentito di derogare illegittimamente al D.M. 126/94, in relazione al recupero delle ferriti. Il capocantiere della “Atmc Sud” avrebbe ricevuto le sostanze tossico-nocive nell'impianto di Cerchiara di Calabria e curato il successivo trasferimento verso i siti d'interramento. Il procuratore della “Atmc Sud”, si sarebbe occupato di contattare i proprietari dei terreni agricoli disposti a ricevere i rifiuti tossici. Il dirigente del “Settore 36-Tutela dell'inquinamento” dell'assessorato all'Ambiente della Regione, avrebbe rilasciato un illecito atto con il quale si sarebbe consentito lo smaltimento dei rifiuti tossici.&lt;br /&gt; Un'attestazione che avrebbe permesso ad alcuni degli indagati di ricevere le sostanze tossiche provvedendo, dopo averle miscelate con inerti, al trasporto ed all'interramento in siti agricoli di Cassano Ionio e di altri centri non individuati. L’amministratore unico della “Imichimica”, che era una ditta appaltatrice di “Pertusola Sud”, si sarebbe attivato per l'affidamento del recupero delle ferriti alla “Atmc Sud”, consapevole sia che quest'ultima fosse sprovvista di struttura operativa idonea al perseguimento dello scopo sociale, e sia che i rifiuti sarebbero stati in realtà illecitamente smaltiti, anzichè venire recuperati. Personaggi residenti in Cassano avrebbero, invece, nel '95, individuato terreni agricoli ed impartito direttive agli autotrasportatori durante lo scarico e l'occultamento di ingenti quantità dei pericolosi residui, impiegati per il riempimento di una scarpata. Infine si sarebbe effettuato il trasporto di materiale tossico-nocivo dalla “Atmc Sud” a terreni agricoli di Cassano, mettendo, pure, a disposizione della “Eco Mediterraneo” l’ impianto di miscelazione. &lt;br /&gt; E cosa c’è di vero sulle misteriose morti avvenute nella sibaritide? Si parla di un camionista di una ditta di Cassano che aveva partecipato all’affare dell’occultamento che improvvisamente nei mesi scorsi è deceduto per tumore. Cose che gli avvocati di parte civile, l’avvocato Francesco Martorelli par il Comune di Cassano e l’avvocato Rodolfo Ambrosio per la Legambiente stanno raccogliendo in voluminosi dossier che forse nessuno leggerà.&lt;br /&gt; Una ricerca dell'Università di Bari ha evidenziato che questi rifiuti tossici sono anche nocivi perché radioattivi. L’inchiesta si aprì quando la Guardia di Finanza, nel 1995, scoprì sotterrati in alcuni terreni di Cassano bidoni pieni di liquidi tossici provenienti dalla Pertusola di Crotone. Da quei primi ritrovamenti si arrivò all’assessore all’ambiente Sergio Stancato che venne arrestato. Un traffico che produceva diverse centinaia di milioni e che vedeva coinvolti funzionari, politici e ditte compiacenti della Regione Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;a cura di&lt;br /&gt; GIANLUCA F. II B&amp;nbsp; e IDA S. III C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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		<title>GLI STUDENTI “AIUTANTI” DELLA CALABRIA</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
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		<author>
			<name>Super User</name>
			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt; GLI STUDENTI “AIUTANTI” DELLA CALABRIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D’ora in poi le idee e i progetti degli studenti potranno diventare regole nella vita sociale, specialmente quella giovanile. Questo è il patto firmato dal Consiglio Regionale e dall’ufficio scolastico di Reggio Calabria. &lt;br /&gt; A sostenerlo Giuseppe Bova (?). I temi saranno legalità, sicurezza e sviluppo. Bova dice che potremo lavorare insieme e fare altre cose che contribuiscono a creare una nuova Calabria perché la nostra ha una bellezza impareggiabile ma allo stesso tempo presenta gravi problemi. &lt;br /&gt; Quella della mafia è una sfida, una guerra, come la terribile storia dello Shooh (?) &lt;br /&gt; Dopo l’uccisione di Francesco Fortugno, Bova dice che i ragazzi calabresi devono cominciare il cammino dalla proposta. I ragazzi hanno iniziato il progetto “LA CALABRIA SIAMO NOI”. Non cambierà nulla senza solidarietà, senza il nostro insopprimibile bisogno di libertà, senza la conoscenza. Per questo è stato scelto come simbolo del Consiglio Regionale Tommaso Campanella, perché questo è un impegno di noi studenti calabresi.&lt;br /&gt; Francesco Mercurio (?) ha detto che “subito dopo la votazione della nuova Presidenza del Consiglio, con Bova ci ponemmo il problema di come avviare la collaborazione per contribuire alla crescita formativa degli studenti calabresi”.&lt;br /&gt; Questa iniziativa è stata approvata già il 26 Luglio 2005. I temi sono quelli dell’educazione della vita studentesca, della legalità, delle opportunità per i giovani. Mi sembra intelligente far capire già da oggi a noi giovani i problemi della nostra regione e imparare a risolverli.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;Ida S&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: xx-small;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
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&lt;p&gt;D’ora in poi le idee e i progetti degli studenti potranno diventare regole nella vita sociale, specialmente quella giovanile. Questo è il patto firmato dal Consiglio Regionale e dall’ufficio scolastico di Reggio Calabria. &lt;br /&gt; A sostenerlo Giuseppe Bova (?). I temi saranno legalità, sicurezza e sviluppo. Bova dice che potremo lavorare insieme e fare altre cose che contribuiscono a creare una nuova Calabria perché la nostra ha una bellezza impareggiabile ma allo stesso tempo presenta gravi problemi. &lt;br /&gt; Quella della mafia è una sfida, una guerra, come la terribile storia dello Shooh (?) &lt;br /&gt; Dopo l’uccisione di Francesco Fortugno, Bova dice che i ragazzi calabresi devono cominciare il cammino dalla proposta. I ragazzi hanno iniziato il progetto “LA CALABRIA SIAMO NOI”. Non cambierà nulla senza solidarietà, senza il nostro insopprimibile bisogno di libertà, senza la conoscenza. Per questo è stato scelto come simbolo del Consiglio Regionale Tommaso Campanella, perché questo è un impegno di noi studenti calabresi.&lt;br /&gt; Francesco Mercurio (?) ha detto che “subito dopo la votazione della nuova Presidenza del Consiglio, con Bova ci ponemmo il problema di come avviare la collaborazione per contribuire alla crescita formativa degli studenti calabresi”.&lt;br /&gt; Questa iniziativa è stata approvata già il 26 Luglio 2005. I temi sono quelli dell’educazione della vita studentesca, della legalità, delle opportunità per i giovani. Mi sembra intelligente far capire già da oggi a noi giovani i problemi della nostra regione e imparare a risolverli.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;Ida S&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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		<category term="Scuola Secondaria I°Grado" />
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		<title> Un po’ di memoria non fa mai male</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
		<updated>2014-09-09T18:43:40+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Super User</name>
			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #003366;&quot;&gt; Un po’ di memoria non fa mai male&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/olocausto.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;260&quot; height=&quot;191&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Il 27 gennaio noi ricordiamo quei milioni di ebrei che hanno trovato la morte nei campi di concentramento, tra i quali quello di Auschwitz.&lt;br /&gt; Si calcola che almeno un terzo dei sei milioni di prigionieri eliminati dai nazisti sono stati uccisi ad Auschwitz nelle camere a gas o nei forni crematori.&lt;br /&gt; Il 27 gennaio noi ricordiamo che in questo giorno 7.600 ebrei vennero salvati dall’Armata Rossa che entrò nell’ultimo lager. Per un brutto periodo circa 58.000 prigionieri ebrei vennero uccisi dai nazisti.&lt;br /&gt; Tra i sopravvissuti ricordiamo Primo Levi, che raccontò le condizioni di vita dei deportati ad Auschwitz nel suo capolavoro “Se Questo è un Uomo”.&lt;br /&gt; Noi ragazzi del domani dobbiamo ricordare questa data con molta importanza affinché nel corso degli anni che seguiranno nessuno possa ripetere le azioni dei nazisti o esaltare i crimini di Adolf Htler. Bisogna sperare in un mondo migliore: la dittatura non dovrà più esistere, nessun uomo dovrà sentirsi in diritto di torturare e di uccidere un altro uomo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;Felicia L. III C&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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		<category term="Scuola Secondaria I°Grado" />
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		<title>Lo sport e i valori che esso incarna</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
		<updated>2014-09-09T18:43:40+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Super User</name>
			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/sport_calcio.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;260&quot; height=&quot;191&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Lo sport si qualifica oggi come un fenomeno sociale e culturale perché fa riferimento ad antichi valori che tutt’oggi ancora sono sentiti dall’uomo, come la fratellanza, il rispetto delle regole, la competizione democratica. Esso è inteso come crescita della personalità alla formazione integrale di una persona, perché si esprime attraverso un progetto che si esplica con il riconoscimento di valori fondamentali insiti nell’uomo, come la libertà. Lo sport non costituisce solo un fenomeno socialmente rilevante, ma svolge anche le funzioni primarie per l’educazione alla formazione dei ragazzi ed arricchisce l’educazione continua degli adulti. La pratica dello sport è entrata ormai nella vita di tutte le persone e tutti sono liberi di praticarlo. La dimensione associativa dello sport costituisce un’importante risorsa di relazione e integrazione della responsabilità. Educare allo sport significa, quindi, educare al rispetto delle regole e al vivere civile. Pertanto l’educazione sportiva può diventare fattore d’integrazione multirazziale, di convivenza civile e di solidarietà. Un esempio concreto di questa nuova dinamica è il rinascimento dell’anno internazionale “2005” dello sport e dell’educazione fisica al servizio della pace e dello sviluppo.&lt;br /&gt; Spero che questo progetto riesca nel complesso e crei le condizioni per un futuro di pace e migliorando i rapporti tra tutti gli esseri umani.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;Sabrina N. II C&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
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&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;Sabrina N. II C&lt;/p&gt;
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		<title>Diciamo basta alla violenza !!!!</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
		<updated>2014-09-09T18:43:40+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Super User</name>
			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/images/no_violenza.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;180&quot; height=&quot;153&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Sapete ragazzi, molti di noi credono che esistano soltanto i soldi, il divertimento, il vedere chi ha il vestito più bello e firmato oppure le scarpe nuove; ma vi siete mai posti questa domanda: “Chissà cosa ci sarà al di fuori di tutte queste “cavolate”? Beh.. io ho solo 12 anni e questa domanda me la sono posta molte volte,di certo non posso dirvi tutto ,ma sò solo una cosa e cioè che la “violenza”è una di quelle azioni&amp;nbsp; di cui il nostro mondo, purtroppo, ne fa parte. Essa è una parola che vorrei non fosse mai pronunciata, perché racchiude tanto di quel odio,male e tristezza che voi non immaginate. Molto spesso non ci accorgiamo che anche tirando un calcio al compagno; minacciando qualcuno , dicendo brutte parole, esprimiamo violenza;certo, queste sono piccole cose,ma praticate ogni giorno scaturiscono grandi cose ,come il sentimento dell’odio e la voglia di far male senza limiti. La “violenza”è senz’altro lo “scoop”del giorno :la vediamo in TV,ne sentiamo parlare quotidianamente o al telegiornale ecc...insomma da tutto ciò presumiamo che ce ne sia tanta .La guerra è violenza,l’odio è violenza,&amp;nbsp; rapire povere vittime e poi ucciderle è violenza. Essa è tutto ciò che&amp;nbsp; usiamo contro la pace nel mondo. Perciò come ho detto prima smettiamo di pensare solo alle cavolate e cerchiamo di dire:-Basta alla violenza!!!!&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;Ilenia A. I B&lt;/p&gt;</summary>
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		<category term="Scuola Secondaria I°Grado" />
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		<title>Visita alla Biblioteca Diocesana e al Presepe della Cattedrale</title>
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		<published>2014-09-09T18:43:40+00:00</published>
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			<email>studiocurciopantusa@gmail.com</email>
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		<title>Padre Fedele: La rovina di una persona innocente</title>
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lauropoliscuole.gov.it/news/news_2005/padre_fedele/padre_fedele.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;220&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Cari lettori, da come avete letto nel titolo, Padre Fedele Bisceglia è stato accusato molto gravemente; le accuse sarebbero quelle di molestie sessuali ad una suora dell’Oasi francescana. Queste accuse hanno ridotto la credibilità di cui godeva. Infatti, molti cosentini non credono alle sue parole, ma molti altri si sono ricordati di tutte le opere di volontariato che ha fatto; come prima cosa ha costruito in Africa un centro per bambini, ed ha anche adottato una bambina africana. &lt;br /&gt; Poi, volevo specificare che le accuse sono emerse durante il telegiornale satirico di canale cinque, ma mi chiedo perché le accuse siano emerse solo ora, se i “fatti” sarebbero accaduti alcuni mesi fa. Questo non me lo so proprio spiegare. In ogni modo alla fine io credo che Padre Fedele sia innocente; purtroppo nessuno può credere alle parole di un accusato, vale a dire di un complotto contro di lui. Ma si sa che facendo tutte queste opere, sa di essersi guadagnato l’inimicizia di molti altri frati. Per ultima cosa volevo dire che Padre Fedele adesso è agli arresti domiciliari, ma credo che presto lo scagioneranno.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;Gianluca T. III A&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
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